LO QUE ME GUSTA


"Lo que me gusta de tu cuerpo es el sexo. Lo que me gusta de tu sexo es la boca. Lo que me gusta de tu boca es la lengua. Lo que me gusta de tu lengua es la palabra."

Julio Cortàzar -



lunedì 23 maggio 2016

LA PUTTANA IGNIFUGA

Da qualche settimana ormai mi circonda, spavaldo.
Un amore multiforme, si perché amore è una parola bizzarra ma spesso si ripresenta, a volte con lettere maiuscole, a volte abbreviato, altre volte agghindato per un ballo in maschera, molte volte è a senso unico oppure è a tempo determinato, altre volte, come questa, ha la faccia come il culo.
E’ così che mentre sto ancora tentando di riemergere dalle vischiose paludi di un dolore devastante mi ritrovo questo ramo a forma di cazzo, che s’allunga verso le mie sabbie mobili, al quale riesco, non so come, ad aggrapparmi.
Ammicca seducente con la bocca sporca di rossetto, il mio, e fa tintinnare i suoi gioielli come campanelle, s’appoggia coi gomiti al bordo del finestrino e con 76 denti mi sorride: - ciao bella, vuoi compagnia? –
Una troia.
Intendiamoci, non è che sia proprio una storia alla Romeo e Giulietta ma quest’uomo non ha paura, s’avvicina alle fiamme della disperazione con sprezzo del pericolo , quasi sfottendo l’incendio e chissà come lo controlla.
Mi provoca, mi seduce, mi lusinga e mi desidera. E’ una puttana ignifuga, in sostanza.
Me lo immagino masturbarsi lentamente guardando una foto seppiata di me seduta sul cesso mentre fumo una sigaretta e sborrare sulla carta fotografica schizzandola di bianco, e l’effetto è lo stesso di quando ci si diverte a bruciare un foglio con il mozzicone di una sigaretta.
Piccoli cerchi con i bordi che s’allargano.
Ecco, lui mi fa allargare i bordi, mi fa uscire dai contorni quando disegno con le mie belle matite colorate e mi convince a non cancellare le sbavature. Si eccita con le mie imperfezioni e mi fa ridere, perché non è solo una puttana ignifuga, ma è anche un saltimbanco in tacchi a spillo e calze a rete.
Ora è lassù, in cima al trapezio e mi guarda intenso. M’invita con la mano a salire la scaletta e a raggiungerlo per volare in capovolte e salti tripli carpiati.
Stà lì con una catsuit di latex nera e si sta giocando le palle, sicuro com’è, che io m’aggrapperò ai suoi polsi per volteggiare sprizzando fiamme come una fenice che rinasce.
Eccolo che mi urla dall’alto: - ridi e piscia sul pubblico piccola incendiaria -.
Ayse

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