LO QUE ME GUSTA


"Lo que me gusta de tu cuerpo es el sexo. Lo que me gusta de tu sexo es la boca. Lo que me gusta de tu boca es la lengua. Lo que me gusta de tu lengua es la palabra."

Julio Cortàzar -



venerdì 16 marzo 2012

SEI DEL MATTINO


Le sei del mattino.
Che orario perfetto e meraviglioso.
La luce è quella particolare che arriva brillante ma di sbieco, il cielo è sereno e l'aria leggermente frizzante.
Poche macchine per  strada.
L'unico bar aperto è quello dei cinesi, sono gentili e corrono dal pasticcere di fianco a comprarmi il cornetto che poi mi avrebbero venduto.
Ecco che magicamente  il cappuccino e la brioche ce l'hanno anche loro e ne approfitto. 
Arrivo presto all'appuntamento , troppo presto.
Parcheggio.
Scendo dalla macchina e vedo una chiesa.  
Da tempo non ci entro, in chiesa. Dalla cresima di mia figlia.
Mi colpisce subito la gente che trovo all'interno per la messa del mattino.
Un barbone sta sdraiato tra sacchetti e cartoni, rannicchiato in un angolo.
Un ragazzo giapponese dorme su una sedia con la testa appoggiata a una zaino. Ha trovato una presa di corrente e vi ha attaccato il caricabetterie del cellulare.
Faccio il giro osservando i confessionali e le pie donne che inginocchiate pregano.
Colpisce la mia attenzione una signora con un foulard in testa che ossessivamente, stando in ginocchio su un gradino davanti a un cristo in croce -  un cristo scuro , forse di bronzo invecchiato -  ripete gesti ipnotici, disperati forse .
E' una figura inquietante, quel cristo, davanti al quale non mi fermerei mai e poi mai a pregare. Fa paura, non trasmette alcuna sensazione di benevolenza e tranquillità.
Forse, se fosse stata una dolce Madonna vestita d'azzurro avrei posato un pensiero ai suoi piedi ma quel cristo impietoso e muto, tristemente immobile anche nelle fattezze , mi inchioda l'anima e la lascia tremare, come farebbe un entomologo con una farfalla. 
Mia figlia sussurra qualche stralcio della messa che il prete sta facendo per quei 4 poveretti seduti sui banchetti di legno.
Mi sento quasi in colpa per non essermi fatta il segno della croce, ma per una sorta di coerenza religiosa mi trattengo dal compiere un gesto che farei solo per una di quelle abitudini inculcate fin da bambini.
Come quando , sovrapensiero, ci si porta la mano alla bocca per mangiarsi le unghie. 
Usciamo  dalla chiesa e entriamo nel complesso dove ci "aspetta" il dentista.
La sala è invasa d'azzurro e una fascia luminosa di sole mi accarezza una guancia.
Chiudo gli occhi, immagino che sia una tua carezza.
E' strano come io riesca a pensarti anche nei luoghi e nei momenti più strani.
Si sta bene lì, siamo solo io e lei, nettamente arrivate troppo presto.
Mentre aspetto penso che, se magari avessi acceso un lumino a quel crocefisso da film horror, qualcuno lassù avrebbe ascoltato  alcune delle  mie preghiere o esaudito un piccolo mio desiderio.  
Poi chiudo gli occhi e visualizzo l'immagine della forma inchiodata alla croce e al muro.
Non ricordo di aver visto le orecchie scolpite nel bronzo.
Quella scultura non avrebbe ascoltato nessuno secondo me. Forse era così scuro perchè sporco delle mille parole di disperazione che negli anni gli erano state sputate addosso. 
Ci chiamano, è il nostro turno.
Niente apparecchio, i denti crescono bene.
La piccola è un pò delusa, la protagonista del suo telefilm preferito lo porta rosa, l'apparecchio ai denti.
Io penso a come sono cambiati i tempi , a quando i bambini erano disperati  al pensiero di dover indossare quell'aggeggio del demonio che stringeva e costringeva le loro bocche. 
Usciamo e corriamo verso la macchina al pensiero di poter arrivare con solo mezz'ora di ritardo al lavoro.
Per la prima volta nella mia vita mi incazzo , mi incazzo come una bestia con una zingara che approfitta della mia distrazione per lavarmi il vetro della macchina.
Le urlo dal finestrino chiuso che non ho soldi,  mi mostra col dito che è incinta, che deve dare da mangiare ai bambini me lo urla anche lei attraverso il vetro leggermente abbassato. 
Non avrei avuto comunque moneta da darle, ma quello che più mi ha infastidito è stato il prendermi alla sprovvista, alle spalle... avrebbe potuto essere chiunque, non solo una zingara, chiunque.... 
Se me lo avesse chiesto  battendomi sul vetro per attirare la mia attenzione ...
... o forse sono solo io che sono nervosa, e poi stavo parlando con mia figlia ... non so.
Forse ho reagito male, sono schizzata via al semaforo con un misto di senso di colpa e incazzatura che mi rimescolava tutta.
Forse siamo proprio noi i poveri cristi inchiodati ogni giorno alla nostra vita frenetica ,  costretti a correre come formichine , ad affannarci tanto che arrivati a sera  corriamo a nasconderci nelle nostre tane cercando nei sogni la vita vera che vorremmo ....
Forse, forse, forse... troppi forse in questa mattinata di primavera dove le sforsizie fioriscono di giallo e i germogli  spuntano di verde acceso sulle cime dei rami ... 
Nonostante tutto mi stupisco ancora di riuscire a godere d'un raggio di sole, di te, d'un immaginario giro in bici seduta sul manubrio , di corse sfrenate in moto , dell'esistenza di Dei magnanimi e buoni che ascoltano non le preghiere ma i pensieri  e che alla sola luce di tremule candele  possano vegliare su di me, su di noi, sulla mia casa, sulla mia vita fatta di persone , tu, lei, amici e amiche ...coloro ai quali voglio bene e che amo.
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Vivere significa lanciarsi in avanti ,
Verso qualcosa di superiore,
verso la perfezione ;
lanciarsi e cercare di arrivarci
ricordando che
ognuno vede quello che fai,
pochi sentono quel che tu sei.

ERASMO DA ROTTERDAM
Anna in mistic mode... 

2 commenti:

Dubbafetta ha detto...

Un sacrilegio....................... che questo post rimanga senza commenti.....

Come te non amo i movimenti arco riflessi, le cose DA FARE per far parte dell'ambiente.

Ho una visione della religione tutta mia, parto da una base imprescindibile di rispetto e condivisione, per arrivare a tracciare mie personalissime leggi non scritte, parametri di un pensiero in continua evoluzione.

Sono entrato in chiesa poche volte, non mi piace la chiesa , la misticità impostata, la grandezza costruita non per farci stare piu' credenti possibile ma per far sentire piccole le persone che ci vanno a cospetto di una sacra grandezza.

Hai detto il giusto quando ti sei chiesta se siamo noi i cristi inchiodati....

Aysedicartavelina ha detto...

mi piacciono i tuoi commenti...
si sono altamente anticlericale ...
credo in qualcosa, non sono bene cosa, ma è di sicuro qualcosa di molto più tangibile, sono come san tommaso io, credo nella forza del sole, delle maree della madre terra che ci nutre e che possiamo rendere fertile con acqua e non con preghiere ....

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